Ci piace pensare che il 2020 non sarà ricordato come l’anno del CoVid, ma come l’anno della famiglia. In mezzo a tutta l’insicurezza e alla paura per i nostri cari, infatti, abbiamo dovuto passare molto più tempo con i nostri bambini, privati di ciò che maggiormente occupava le loro giornate, ovvero la scuola.
E, ora che la scuola sta per cominciare nuovamente, sarà ancora più faticoso del solito. Non per le norme da rispettare, non per le regole che ancora non sono totalmente chiare, ma proprio perché sono passati molti mesi da quando ci sono andati l’ultima volta. Sarà difficile riadattarsi a orari, compiti, qualche ora seduti su una sedia e, soprattutto, al distacco. Sì, il distacco, perché negli ultimi mesi ci siamo abituate a stare h24 con i nostri bimbi, e loro con noi: e, nonostante lo stress dato dalla situazione, rimanere con loro è ciò che vorremmo fare sempre.

Ecco dunque il pericolo che temiamo maggiormente: “sentirci in colpa” per non riuscire più a seguirli come prima, dover ritrovare lo spazio per noi stesse, ricordarci che ci siamo anche noi oltre a loro. E anzi, dovremo aiutarli a capire che non saremo più presenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Perché il distacco fa bene a noi, ma soprattutto a loro.

Bisogna innanzitutto ricordare che questa fase è fisiologica, e il bambino ha bisogno del nostro aiuto per superarla. Cedere di fronte a occhi lucidi o pianti disperati risolve forse il problema sul momento, ma contribuisce a crearne uno a lungo termine. E qui entra in gioco la nostra esperienza di mamme: abbiamo capito che assecondare capricci a vari livelli è sicuramente meno utile che tentare un approccio più “maturo”. Per quanto il bimbo possa essere piccolo, è importante parlare con lui, in maniera semplice ma chiara: la nostra voce, la nostra sicurezza nello spiegargli la situazione e nel trovare un modo per rendere meno doloroso (pur rimanendo fermamente necessario) il distacco lo aiuteranno in questo graduale percorso.

Da parte nostra, è fondamentale essere capaci di dargli certezze. Se gli diciamo che saremo noi a prenderlo all’uscita, dovremo esserci; in caso non potessimo andare personalmente, sarà bene spiegargli con calma chi ci sarà al nostro posto, e che comunque anche noi lo raggiungeremo qualche tempo dopo.
Può essere importante poi creare una sorta di “rituale” ogni volta che ci separiamo e poi ci ricongiungiamo: un saluto speciale che viene ripetuto sempre contribuisce a dare ulteriore sicurezza al bambino.

Infine, dobbiamo ricordarci che questo processo è e deve essere graduale: uno stacco netto fa solo del male, a entrambi, così come rimandare il momento oppure cedere ai capricci. E, soprattutto, non cedere ai sensi di colpa: prima o poi, il nostro bimbo dovrà separarsi da noi, in maniera sempre più evidente. Sarà meglio dunque farlo in maniera graduale e consapevole piuttosto che brusca o con i tempi sbagliati. Se ciò che ci fa paura è che possa accadergli qualcosa in nostra assenza, o che possa soffrire mentre non ci siamo, è qualcosa che riguarda noi soltanto e quindi non deve riflettersi su di lui: se percepisce la nostra insicurezza, si sentirà ancora meno a suo agio al pensiero di doversi allontanare da noi.

E poi, mamme, diciamocelo: abbiamo bisogno di un po’ di tempo per noi stesse! All’inizio forse sarà difficile, ma presto impareremo ad apprezzare e desiderare il nostro angolo di relax!


Ricomincia la scuola! Le ansie e le paure di una mamma al momento del distacco

Dott.ssa Nadia
Dott.ssa Nadia

50 anni, mamma di Chiara 15 anni, farmacista specializzata in fitoterapia, alimentazione e percorsi alimentari per il recupero del benessere.

Categoria: Per noi mamme