È inutile raccontarsela diversamente o cercare di indorare la pillola: questo periodo è stato difficile per tutti, probabilmente una delle cose più difficili che ci capiterà di affrontare nella nostra vita. Per i nostri bambini, che si sono visti costretti a rimanere in casa e a sconvolgere la loro routine senza capire nemmeno fino in fondo il perché. Per i papà, che hanno dovuto rinunciare alla loro comfort zone lavorativa e organizzare videochiamate via Skype in spazi poco “professionali” (storia vera, riferitami da un’amica: il relatore di tesi di sua figlia, che, in una seduta di proclamazione di lauree magistrali, si connette dalla cameretta rosa delle sue bambine, con tanto di lettini sullo sfondo). Per noi, che ci siamo trovate a dover reinventare spazi, orari e attività per riuscire a mantenere a galla gli umori e gli equilibri.

Eppure, in questo periodo abbiamo sicuramente scoperto qualcosa di cui forse non avremmo fatto esperienza altrimenti, o su cui non avremmo avuto modo di riflettere così a lungo e con così tanta profondità.

Cosa abbiamo imparato da questa quarantena?

1 – La nostra famiglia è la cosa più cara che abbiamo. Se, fino a fine febbraio, avevamo tante idee e tante preoccupazioni per la testa, è stato tutto spazzato via dalla paura di perdere chi amiamo e dalla necessità di tenerli al sicuro. Questo è un pensiero che ancora, dopo due mesi, non ci abbandona. Ricordiamocene quando, in futuro, ci sembrerà che i nostri problemi siano insormontabili.

2 – Siamo più forti di quello che pensiamo. Se qualcuno ce lo avesse detto sei mesi fa, probabilmente avremmo pensato che una situazione così non sarebbe stata sostenibile, che anche solo il pensiero di stare h24 chiusi tra quattro mura ci avrebbe portato alla follia. E invece siamo qui, ce la stiamo facendo e continueremo a farcela se sarà necessario.

3 – È nostro diritto essere insicure, e va bene così. Siamo forti, è vero, ma tante volte negli ultimi mesi avremmo voluto abbandonarci al malumore e alla tristezza. Questo è giusto! Non siamo “cattive mamme”, siamo semplicemente degli esseri umani, con le loro debolezze e incertezze. In questo, un’ancora di salvezza può essere il confronto con gli altri; e allora saremo pronte a ripartire, rialzarci e guardare avanti.

La verità di questi tre punti ci ha colpite profondamente, e per questo abbiamo pensato di metterli per iscritto e raccontarli anche a voi. Per una volta, abbiamo voluto dismettere i panni delle farmaciste e rimanere semplicemente noi, semplicemente mamme che condividono le proprie sofferenze e i propri pensieri con altre mamme.


Lettera a cuore aperto di una mamma a fine lockdown

Dott.ssa Martina
Dott.ssa Martina

32 anni, mamma di Vittoria e di Azzurra, farmacista specializzata in integrazione sportiva.

Categoria: Per noi mamme