13 settembre, ore 22.30. Giorno prima di cominciare la scuola. I bambini si sono addormentati dopo la favola della buonanotte, la casa è finalmente immersa nel silenzio.

Pronti, partenza, via! Ma siamo pronti veramente? L’astuccio è pieno di penne e pastelli nuovi, il diario è già in cartella, i libri e i quaderni ordinatamente etichettati, con copertine di diversi colori. I bambini sono in preda a emozioni contrastanti. Da un lato, l’emozione di ricominciare dopo così tanti mesi, di rivedere i loro amici e le loro maestre, di trovare un ambiente familiare a lungo abbandonato. Dall’altro, il timore per l’imminente separazione da mamma e papà e per l’attenzione alle regole che dovranno seguire. I nostri figli, al momento, tendono a stare sull’onda di uno zoppicante entusiasmo: chi comincia per la primissima volta la scuola ancora non sa bene cosa immaginarsi, anche se gliene abbiamo parlato molto; chi invece ritorna, si sta convincendo pian piano che, sì, è proprio bello andarci!

E noi mamme? Come ci sentiamo in questo momento?

Come sopra: in preda a emozioni contrastanti! Vogliamo che i nostri figli riprendano una vita normale, che ritrovino i loro spazi come individui singoli e che spendano le loro energie tra giochi e didattica (non più a distanza!). Ma vogliamo anche che stiano tranquilli, al sicuro e protetti da una situazione ancora incerta. E, soprattutto, una domanda torna assillante: come sarà, quest’anno, il rapporto con le altre mamme? Tra gruppi WhatsApp, riunioni genitori, chiacchierate mentre li andiamo a prendere a scuola, le occasioni di incontro-scontro saranno molto più numerose rispetto a questi ultimi mesi.

Non lo nascondiamo: tante volte abbiamo silenziato il gruppo o desiderato con tutte le nostre forze di trovare una scusa per scappare dall’ennesima seduta di “eh ma la maestra Giorgia sta sbagliando / eh ma mio figlio ha detto così quindi di sicuro è così / eh ma è impossibile che mia figlia abbia fatto questa cosa” (lì ci sale il Forum prepotente e, come il giudice davanti alle parti in causa, ci verrebbe da esclamare: “ma ti sei chiesta perché la maestra Giorgia si comporta in una certa maniera?” “E se altre tre mamme ti stanno dicendo il contrario, perché ti ostini a sostenere che tuo figlio abbia detto proprio così?” “Non sai che tua figlia potrebbe comportarsi in maniera ben diversa tra casa e scuola?”). Lo sappiamo e vi siamo vicine.

Tuttavia, questi lunghi mesi ci hanno dimostrato che il senso di comunità e di condivisione è una delle cose più importanti nel nostro percorso di mamme. Essere mamma è bello, e solo chi è mamma può capirlo fino in fondo: per questo, sono più le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono.

Ognuna di noi ha la sua storia, il suo trascorso personale, ha fatto le sue scelte, è stata forte in alcuni momenti e fragile in altri: a noi stesse non piace essere giudicate solo sulla base di ciò che può trapelare da un messaggio o da una cena di classe – ricordiamocelo quando, di fronte alle foto spam del saggio di danza, ci verranno in mente solo parole poco carine per descrivere il tutto… magari noi non lo facciamo per il semplice motivo che la nostra bimba ha deciso di fare judo!

Siamo convinte che quest’anno ci abbia lasciato una nuova capacità di appartenenza, quasi un senso di comunità che per la prima volta si tinge di note positive e non solo di tanti doveri uno dietro l’altro che fanno un trenino al suono di A E I O U Ypsilon. Sappiamo che alcuni temi sono molto scottanti: tipi di giochi, metodi educativi… Ma questo sarà il nostro “buon proposito” fuori stagione: condividere la nostra incredibile avventura di donne e mamme con intento costruttivo, cercando il bello nelle nostre diversità.


I bimbi sono pronti per tornare a scuola! E noi mamme?

Dott.ssa Martina
Dott.ssa Martina

32 anni, mamma di Vittoria e di Azzurra, farmacista specializzata in integrazione sportiva.

Categoria: Per noi mamme